Ti stai chiedendo come si può creare o costituire una Comunità Energetica Rinnovabile e risparmiare in bolletta? Le CER sono un grande cambiamento nella gestione dell’elettricità: in qualità di membro della comunità potrai infatti produrre e consumare energia godendo di incentivi economici e detrazioni fiscali. Inoltre, altro tratto da non trascurare, contribuirai a creare un futuro più sostenibile, valorizzando il tuo territorio. 

Ma cosa serve per costituire una Comunità di energia rinnovabile? Ben poco in realtà: un soggetto promotore, la disponibilità di piccoli impianti di produzione e l’interesse da parte di cittadini che vogliano diventare autoconsumatori di energia. Nei prossimi paragrafi proveremo ad approfondire ogni componente, dalle amministrazioni pubbliche – entità ideali per diventare fondatori e promotori – fino ai soci che vogliono scoprire come aderire a una Comunità Energetica. 

Come creare una comunità energetica? Trova spazi e soci 

Per costituire una prima comunità energetica nel tuo territorio devi identificare degli spazi adatti a ospitare l’impianto che produce energia e dei soci interessati alla partecipazione alla comunità. Tra questi ultimi, è sempre una buona idea trovare un soggetto che possa diventare socio fondatore: spesso sono le Amministrazioni Locali 

Chi può essere il soggetto fondatore della CER? Chiunque, ma meglio se è il Comune  

Per costituire una CER in realtà sono sufficienti due soci, anche privati, ma più è grande ed estesa la comunità maggiori saranno i risparmi dei partecipanti. Per questo motivo è sempre bene trovare un soggetto “neutrale” interno alla comunità che sia capace di realizzare uno Statuto (obbligatorio per legge, lo vedremo in seguito) e che sappia promuovere la comunità stessa. Può essere anche un soggetto privato, ma le Pubbliche Amministrazioni possono accedere agli investimenti in regime di PPP, veri grandi incentivi per la transizione energetica. 

Quali sono i compiti e le funzioni del soggetto fondatore?  

  • Individuare altri soggetti interessati a creare una comunità energetica; 
  • Costituire con essi un soggetto giuridico dal carattere No Profit; 
  • Finanziare e realizzare gli impianti (o reperire gli investimenti esterni necessari);  
  • Richiedere gli incentivi che saranno erogati direttamente dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE); 
  • Fornire alla CER gli strumenti necessari al suo funzionamento; 
  • Contribuire alla definizione delle strategie di sviluppo della CER e del territorio sotteso. 

Un Comune o una Provincia sono le figure ideali perché offrono migliori garanzie di: 

  • Credibilità; 
  • Trasparenza nella gestione; 
  • Capacità di interagire con le istituzioni, i cittadini, le imprese; 
  • Garanzie di tipo sociale; 
  • Integrazione della CER negli strumenti di pianificazione territoriale. 

I Soci per costituire una Comunità Energetica Rinnovabile: prosumer e consumer  

Trai i primi compiti del soggetto fondatore, c’è quello di promuovere la CER e trovare nuovi soci. Questi ultimi possono far parte di due categorie:  

  1. Prosumer, i membri che si occupano di produzione e consumo, grazie a impianti fotovoltaici, mini eolici o mini idrici; 
  2. Consumer, che beneficiano della energia prodotta dai primi. 

In ogni caso, la condivisione della energia elettrica è alla base degli scambi tra soci che sono sempre alla pari. Ciò significa che le eccedenze derivate dalla produzione di energia, i kW non spesi in autoconsumo, verranno distribuite tra i membri della Comunità stessa nella misura e nella proporzione stabilite dallo Statuto. 

Come costituire una Comunità Energetica Rinnovabile? 

Per legge la Comunità Energetica deve essere un soggetto giuridico autonomo, capace di agire in proprio nome esercitando diritti e sottostando a obblighi. Deve dotarsi di uno Statuto o un atto costitutivo. Deve avere disponibilità di impianti di produzione e accumulo energetico. 

Una amministrazione locale per costituire una CER, essere soggetto fondatore e ottenere dei vantaggi in un breve arco temporale deve: 

  • Manifestare il proprio interesse; 
  • Indicare le proprie aree idonee alla realizzazione di impianti da fonte energetica rinnovabile; 
  • Pubblicare un bando di gara sulla base del progetto realizzato dalla società privata concessionaria; 
  • Fornire le linee di sviluppo alla CER nell’interesse dei territori interessato; 
  • Redigere uno Statuto secondo le normative vigenti; 
  • Dare il via alla CER affidandone la gestione alla società concessionaria. 

Documenti e requisiti da presentare per costituire una comunità energetica rinnovabile 

La documentazione richiesta per la costituzione di una comunità energetica non è particolarmente articolata, tuttavia è un obbligo di legge. Queste dichiarazioni servono a dimostrare il possesso dei requisiti per diventare un soggetto giuridico autonomo e accedere ai contributi erogati direttamente dal GSE (Gestore Servizi Energetici). Il soggetto fondatore, insieme ai soci, dovrà presentare: 

  • Statuto della comunità; 
  • Documento per richiedere al GSE l’incentivazione dell’energia condivisa e la valorizzazione economica della stessa; 
  • Elenco clienti finali membri della comunità; 
  • Dichiarazione di conformità che tutti i membri della comunità posseggono i requisiti di legge; 
  • Dichiarazione di conformità degli impianti di produzione appartenenti ai membri; 
  • Dichiarazione di compatibilità della CER per ricevere gli incentivi destinati all’autoconsumo collettivo. 

Come aderire a una Comunità Energetica Rinnovabile già costituita? 

Secondo la normativa esistente gli azionisti e i membri esercitano i poteri di controllo di una Comunità Energetica e possono appartenere a diverse categorie. Sono ammesse le persone fisiche, gli enti territoriali, le autorità locali e le Piccole e Medie Imprese. Per queste ultime, a patto che la partecipazione alla CER non sia l’attività commerciale principale. 

Ciò significa che anche un Comune o una amministrazione locale possono fare parte di una CER, anzi in molti casi sono i soci fondatori ideali. Poiché la loro presenza in una CER garantisce il metodo più efficace di lotta alla povertà energetica, come richiesto dalla Agenda 2030.  

Inoltre, pone le basi per una reale “coesione comunitaria” intorno al progetto di autonomia energetica e di stimolo alla green revolution. In pratica, la presenza di una PA incentiva cittadini ed imprese all’utilizzo di energia prodotta da fonti di energia rinnovabili nel rispetto dei principi della transizione ecologica. 

Esiste un limite al numero di membri o azionisti? 

No, non esiste un numero massimo di partecipanti a una CER. Per questo motivo i membri di una Comunità Energetica potrebbero crescere potenzialmente all’infinito, nel rispetto delle norme vigenti. Esiste solo un limite territoriale determinato dalla connessione di tutti i membri della CER ad una medesima cabina di trasformazione da alta a media tensione (cabina primaria). 

Come fare richiesta di adesione alla Comunità? 

Se hai letto con attenzione avrai già intuito parte della risposta: non esiste un iter universale per chiedere di aderire a una comunità energetica. Però puoi facilmente trovare gli step da seguire in base al tuo territorio e alle tue abitudini di consumo. Infatti, i vantaggi di far parte di una comunità sono evidenti, ma la percentuale di risparmio in bolletta può variare molto. Certamente, considerando la spesa annuale, poter accedere a incentivi e prezzi agevolati è già un beneficio. 

Come primo passaggio, informati sulle eventuali Comunità già presenti nel tuo territorio. Infatti, sempre più privati, piccole e medie imprese, amministrazioni ed enti locali si associano per produrre e autoconsumare energia pulita. Cerca sul sito del Comune o della Provincia per avere maggiori informazioni sulle possibilità offerte dalla tua zona. La vicinanza fisica è un requisito abbastanza importante, ma non preoccuparti perché stiamo parlando spesso di chilometri. 

Una volta che avrai trovato la Comunità geograficamente più vicina a te non dovrai fare altro che leggere lo Statuto o chiedere al soggetto fondatore. In base al regolamento adottato dalla CER specifica, potrai aderire come consumatore, produttore o prosumer. Potrai aderire a benefici ancillari e accessori. Potrai condividere o consumare una quota di energia, ottenendo un risparmio in bolletta. 

Aderire a una CER come produttore o prosumer 

Gli appartenenti a una Comunità energetica possono autoconsumare l’energia a bassa tensione prodotta, ma possono anche ridistribuire e vendere le eccedenze, ottenendo ulteriori risparmi. Intanto, è importante chiarire che è corretto il termine “risparmi” invece di “ricavi”, perché nessun socio può avere come attività commerciale principale la vendita di energia. Altrimenti si perdono i requisiti per aderire alla CER. 

Detto questo, puoi sempre decidere di realizzare un impianto per la produzione di energia e diventare un socio prosumer, come accennato nei paragrafi precedenti. Per farlo dovrai seguire alcuni passaggi fondamentali: 

  1. Aderire alla CER 
  2. Individuare una superficie adatta, nel caso dell’energia solare o una FER – Fonte Energetica Rinnovabile – alternativa, come l’eolica e l’idrica; 
  3. Trovare fondi e finanziamenti; 
  4. Realizzare l’impianto – fotovoltaico, mini eolico, mini idrico – assicurandoti di rispettare i limiti imposti dalla legge e dallo Statuto della CER stessa. 

Quali documenti devi presentare per aderire a una comunità energetica rinnovabile? 

Per aderire a una comunità energetica rinnovabile dovrai presentare una serie di documenti che dimostrino la tua idoneità. L’insieme di dichiarazioni richieste può variare in base allo Statuto della CER a cui vuoi presentare domanda di adesione, ma normalmente è composta da tre elementi fondamentali: 

  1. Modulo di richiesta adesione; 
  2. Dichiarazione di conformità del tuo impianto FER (se decidi di presentare domanda come prosumer); 
  3. Dichiarazione del possesso dei requisiti di legge (tra cui, ad esempio, la dimostrazione che l’acquisto e la vendita di energia non sono la tua attività commerciale principale). 

In base poi al regolamento della comunità scelta, ci sarà un periodo di attesa e poi una fase di “aggancio” virtuale alla rete. Nella maggior parte dei casi, nel giro di poco tempo potrai finalmente aderire e iniziare ad autoconsumare e scambiare l’energia con gli altri membri. Otterrai benefici economici, come il risparmio in bolletta, e inizierai a promuovere un modello di sviluppo sostenibile, in linea con gli obbiettivi della transizione energetica.